La processionaria del Pinus

Con l’arrivo della primavera, insieme al bel tempo, al caldo e alle piante in fiore, ritorna anche lei, la Thaumatopoea pityocampa, più comunemente conosciuta come Processionaria.

Si tratta di piccole larve, all’apparenza innocue che prendono il nome dall’abitudine peculiare di muoversi sul terreno in fila, formando una sorta di “processione”.

La processionaria annovera oltre 40 specie tra cui la più diffusa è quella del pino.

Nello specifico si tratta di un insetto dell’ordine dei lepidotteri di cui la larva è solo lo stadio uno dei 5 stadi evolutivi. Da adulti si trasformano in inoffensive falene, ma è nello stadio larvale che possono essere pericolosi per gli esseri umani causando forti dermatiti da contatto e nei casi più gravi, sintomi più severi. Spesso è causa di gravi reazioni anche negli animali, specialmente nei cani che annusando il terreno possono venirne a contatto sviluppando reazioni gravi. L’eventuale ingestione può addirittura essere fatale.

Il pericolo di per sé è rappresentato dai peli urticanti che ricoprono il corpo della processionaria. Questi peli rilasciati nell’aria quando il bruco è in pericolo, grazie alla loro forma uncinata si agganciano alla vittima provocando reazioni cutanee, alle mucose, agli occhi e alle vie respiratorie.

Il periodo di maggior rischio di contatto con le processionarie inizia con i primi caldi dell’anno, fase in cui solitamente le larve abbandonano i nidi e gli alberi su cui si trovano, e dura almeno fino alla fine di aprile.

Ma vediamo cosa succede.

Una volta compiuta la metamorfosi, gli esemplari adulti (falene) emergono dal terreno durante i mesi estivi. A questo punto le femmine cercano la pianta e il ramo adatti per deporre le uova in un unico ammasso. Siamo alla fine di agosto.

Alla fine del mese seguente, le uova si schiudono dando origine alle larve vere e proprie. Fin dalla nascita, queste larve sono estremamente voraci e sono in grado di nutrirsi delle foglie o degli aghi della pianta sulla quale sono nate.

Con l’arrivo del freddo, abbandonano i nidi provvisori e si riuniscono tutte nel caratteristico nido sericeo, costruito nella parte più soleggiata della chioma, all’interno del quale affronteranno l’inverno. Le temperature molto basse possono ucciderle.

Alla fine dell’inverno, con i primi caldi, le larve riprendono la loro attività e verso la fine di aprile, scendono dall’albero alla ricerca del luogo adatto alla metamorfosi. Le larve si interrano e trascorrono qualche mese allo stato di crisalide, per poi riemergere durante i mesi estivi dando così inizio ad un nuovo ciclo.

Come abbiamo accennato all’inizio, la processionaria in stato larvale, è pericolosa per l’uomo, ma allo stesso tempo provoca molti danni anche alla pianta infestata, primo tra i quali il defogliamento dell’albero.

La processionaria è un essere fitofago; il termine fa genericamente riferimento ad un organismo che si nutre esclusivamente dei vegetali, ai quali crea un danno più o meno grave.

Questo fitofago si alimenta degli aghi dalla nascita fino allo stadio larvale finale; nel corso di forti attacchi le piante possono essere completamente defogliate e quindi lasciate senza la possibilità di fotosintetizzare, di cibarsi fondamentalmente.

Inoltre, infestazioni ripetute per più anni influiscono negativamente sugli accrescimenti e possono inoltre indebolire la pianta al punto da predisporla a successivi attacchi di insetti e patogeni di debolezza. L’albero attaccato ripetutamente per diversi anni tende a seccarsi e a morire.

Nel nostro paese l’invasione della processionaria, con molta probabilità, è stata favorita dal clima anomalo ed eccessivamente caldo che ha colpito la penisola negli ultimi anni.

Questo ha fatto ciò che la lotta alla processionaria in Italia sia diventata obbligatoria per legge (D.M. del 30/10/2007) in tutte le aree in cui la presenza del lepidottero minacci seriamente la produzione o la sopravvivenza del popolamento arboreo e in tutte le zone in cui possa rappresentare un rischio per la salute umana e per la salute degli animali.

La lotta alla processionaria si può realizzare con diversi metodi e tecniche ma bisogna prestare molta attenzione anche allo smaltimento delle larve uccise per evitare i peli urticanti rilasciati dal corpo.

Per questo consigliamo, dopo l’avvistamento di uno o più nidi, di rivolgersi a dei professionisti o al personale competente del proprio comune di residenza.

Se la processionaria è la tua nuova vicina di casa, ricorda che non puoi improvvisare e che devi affidarti alla professionalità di chi sa come eliminarla.

Invia Commento